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Bonafede al question time sull’affidamento delle funzioni di curatori e liquidatori ai consulenti del lavoro

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Bonafede al question time sull’affidamento delle funzioni di curatori e liquidatori ai consulenti del lavoro

Consulenti del lavoro come curatori e liquidatori. «La riforma della disciplina fallimentare persegue l’obiettivo di favorire soluzioni della crisi di impresa incentrate sulla prosecuzione dell’attività aziendale in un’ottica conservativa, sostituendo il fallimento (e la stigmatizzazione sociale che il termine evoca) con la liquidazione giudiziale, così da offrire all’imprenditore una seconda opportunità favorendo, al contempo, la tutela del ceto creditorio». Così il Ministro Bonafede al question time di ieri alla Camera, rispondendo ad un’interrogazione sull’affidamento delle funzioni di curatore e di liquidatore ai consulenti del lavoro previsto dal nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Sottolineando «l’opportunità di coaudivare il Giudice attraverso figure professionali idonee a supportare, nella fase di emersione della crisi fino alla sua auspicabile risoluzione, le scelte di gestione, tra le quali vengono in rilievo indubbiamente quelle relative alle risorse umane, ai rapporti di lavoro e agli ammortizzatori sociali per gli esuberi legati alla crisi di impresa», il Ministro ha chiarito che la scelta di prevedere l’affidamento delle funzioni di curatore e liquidatore ai consulenti del lavoro persegue lo scopo di «allargare lo spettro delle professionalità a cui il Giudice può attingere nell’individuare la figura tecnica che, alla luce del caso concreto, risulti più idonea alla gestione della crisi di impresa, riconoscendo pari dignità alle primarie istanze gestionali e patrimoniali rispetto a quelle non meno stringenti relative al profilo occupazionale».