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Reddito di cittadinanza e quota 100, il Consiglio dei Ministri vara il decreto

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Reddito di cittadinanza e quota 100, il Consiglio dei Ministri vara il decreto

I due provvedimenti-cardine dell’Esecutivo sono stati messi neri su bianco nella giornata del 17 gennaio, approvati nel corso di un Consiglio dei Ministri seguito da una conferenza stampa nella quale il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno illustrato le novità dei due provvedimenti.

Per il Premier Conte, il Consiglio dei Ministri è stata «una tappa fondamentale per questa esperienza di governo, sono due misure che non rispondono a estemporanee promesse elettorale ma costituiscono un progetto di politica economica sociale di cui questo governo va fiero».

Reddito di cittadinanza. Per definizione, il reddito di cittadinanza è “concepito quale misura di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro e di contrasto alla povertà, alla diseguaglianza e all’esclusione sociale, volta a favorire la promozione delle condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro e alla formazione. Il Rdc assume la denominazione di pensione di cittadinanza per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni, adeguata agli incrementi della speranza di vita”. Nella relazione tecnica diffusa dal Governo, si apprende che sono 1,32 milioni i nuclei familiari che beneficeranno del reddito di cittadinanza, di cui 164 mila stranieri; il beneficio sarà compreso tra i 480 e i 9.360 euro annui e sono previste sanzioni nei casi in cui vengono forniti, con dolo, dati e notizie non rispondenti al vero nel corso della procedura di richiesta del Reddito.

Quota 100. Dal canto suo, la quota 100 introduce il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni.

Si partirà ad aprile: il ritiro dal lavoro (la quota 100 non prevede penalizzazioni) sarà possibile, in prima applicazione, dal 1° aprile 2019 per i lavoratori privati che abbiano raggiunto i requisiti indicati entro il 31 dicembre 2018 e dal primo agosto 2019 per i lavoratori pubblici che li abbiano maturati all’entrata in vigore del decreto. Inoltre, potranno andare in pensione dal prossimo primo settembre (inizio dell’anno scolastico) i lavoratori della scuola.

(Fonte: fiscopiu.it)